Ramak Fazel All the feels, within an evolving landscape

Inaugurazione venerdì 4 aprile, ore 18.00 Piazza Alvar Aalto

Installazione ambientale pubblica temporanea, e mostra, nel cuore di Portanuova, in occasione di Milano Art Week e Milano Design Week

Un progetto di Ramak Fazel per Volvo Studio Milano
A cura di Viasaterna
In collaborazione con Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus e Portanuova

Luoghi:
• Piazza Alvar Aalto (installazione)
• Volvo Studio Milano (mostra)

Ramak Fazel rivolge nuovamente il suo sguardo alla città di Milano dopo quindici anni dall’opera-archivio Milan Unit (1994-2009) con un progetto artistico multidisciplinare che prevede una mostra negli spazi di Volvo Studio Milano e un’esplorazione dello skyline di Portanuova, anche tattile, attraverso visori e modelli in scala, collocati in Piazza Alvar Aalto, che inviteranno il pubblico a rileggere e vivere una porzione della città in chiave partecipativa.

All the Feels, within an Evolving Landscape

Con All the Feels, within an Evolving Landscape, Ramak Fazel, fotografo americano di origine iraniana, rivolge il suo sguardo d’artista nuovamente verso una porzione del cielo di Milano, città dove ha vissuto e lavorato per quindici anni tra il 1994 e il 2009. In questa occasione, Fazel ha scelto un luogo particolare, piazza Alvar Aalto, all’incrocio tra via Melchiorre Gioia e viale della Liberazione, dove si apre l’ingresso di Volvo Studio Milano, come punto di osservazione su un paesaggio urbano in evoluzione.

Da questo belvedere affacciato su Portanuova, quartiere vibrante e in continua evoluzione, emblema di una riqualificazione urbana senza precedenti in Europa per impatto culturale, sociale e ambientale, Fazel inquadra una costellazione di edifici che, nel suo sentire, definiscono un nuovo paesaggio contemporaneo della città. Ne nasce un progetto ampio e articolato che si compone di un’installazione ambientale pubblica in occasione di Milano Art Week e Milano Design Week e prosegue in una mostra fotografica negli spazi interni di Volvo Studio Milano.

L’installazione in piazza Alvar Aalto è un invito all’osservazione attraverso cinque visori in alluminio, una rivisitazione dei cannocchiali panoramici che dirigono, focalizzano e concentrano la visione su cinque soggetti peculiari o, meglio, cinque porzioni di architetture che sono, muovendo lo sguardo da sinistra a destra: Torre UniCredit, Bosco Verticale, BAM Biblioteca degli Alberi, Palazzo Lombardia e Chiesa di San Gioachimo. Si tratta di edifici di epoche, storie e funzionalità diverse: pubblici, laici, religiosi, privati. Alcuni di essi sono entrati di recente in questa porzione di paesaggio della città, altri lo popolano dall’800 come la Chiesa di San Gioachimo.

I cannocchiali panoramici che popolano moltissimi belvedere italiani, sono una seduzione, un richiamo per adulti e bambini ad osservare con curiosità per scoprire dettagli che si rivelano da lontano, con una promessa di stupore. I visori di Fazel aggiungono a questa suggestione l’atto fotografico, elemento ricorrente del suo linguaggio artistico: si compongono infatti di una lastra forata rettangolare in alluminio, che richiama le prime fotocamere a banco ottico, alla quale è fissato un cilindro che concentra lo sguardo. Inoltre, attraverso un intervento grafico, Fazel delimita e dematerializza un angolo del belvedere della piazza rivestendo i pannelli di vetro esistenti.

Fino al 15.04.

La Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus

Ramak Fazel ha voluto che questo progetto, dedicato allo sguardo e alla scoperta guidata di un particolare paesaggio della città, diventasse un’esperienza capace di coinvolgere anche persone non vedenti o ipovedenti. Grazie alla collaborazione con Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano Onlus e il suo laboratorio didattico, guidato da Aurelio Sartorio, l’installazione si compone anche di modelli tattili in scala dei cinque edifici realizzati in materiale plastico. I testi che completano la tavola descrittiva dei cinque modelli, a cura della storica dell’architettura Maria Vittoria Capitanucci, sono in colori contrastati, leggibili da persone ipovedenti, oltre che in braille.

Volvo Studio Milano
Il progetto artistico continua all’interno di Volvo Studio Milano, in particolare nell’area degli uffici, con la mostra che propone lavori di Fazel dall’opera-archivio Milan Unit, a partire da "Where is the Volvo in yours?" fino all’esposizione di opere inedite, seguendo il fil rouge di un artista viaggiatore che non ha mai smesso di documentare la realtà senza pregiudizi.

Un’illustrazione, posizionata nel corridoio d’ingresso, raffigura il teleobiettivo utilizzato per fotografare il panorama da Piazza Alvar Aalto e ci invita ad entrare nella sala meeting. Qui sono esposte alcune piccole e preziose fotografie inedite in bianco e nero, realizzate a febbraio 2025 da Fazel utilizzando la macchina fotografica analogica Mamiya, temporaneamente estratta dall’opera-archivio Milan Unit: un voluto richiamo a quel progetto che lo ha così fortemente legato a Milano. Negli spazi più intimi dei singoli uffici, Fazel ha voluto tessere un dialogo con il suo vissuto personale legato anche a Volvo: la prima automobile di proprietà utilizzata per imparare a guidare e l’ultima regalata prima di lasciare Milano per tornare negli Stati Uniti. Le immagini rivisitate e provenienti sempre dall’opera archivio Milan Unit, attivano memorie personali e collettive attraverso la domanda “Where is the Volvo in yours?” che campeggia su un poster, come fosse una campagna istituzionale.

Fino al 27.09.

Con All the Feels, within an Evolving Landscape, Ramak Fazel offre un’esperienza ampia e multiforme, un’esplorazione dello skyline cittadino anche tattile che ci fa riflettere sullo stratificarsi di epoche, stili e significati, invitandoci, attraverso lo spunto della creazione artistica, a rileggere e vivere una porzione di Milano in chiave partecipativa.

Bio:
Ramak Fazel (Abadan, Iran, 1965. Vive e lavora tra New York e Los Angeles). Nato in Iran nel 1965 e cresciuto a Fort Wayne, Indiana, Ramak Fazel ha sviluppato una ricerca autoriale dove le questioni legate ad una dimensione esistenziale sospesa tra appartenenza geografica, politica e culturale trovano espressione in una produzione poliedrica e multiforme. Dopo la laurea in ingegneria presso la Purdue University (1988), Fazel intraprende un prolifico percorso nel mondo della fotografia e della grafica, prima con gli studi a New York e la collaborazione con fotografi americani come Mark Seliger e Bruce Davidson, e poi, nel 1994, con il trasferimento a Milano. Qui, per oltre quattordici anni collabora con riviste di design e architettura (tra cui “Abitare”, “Casa Brutus” e “Domus”), con numerose aziende europee quali Flos, Vitra e Desalto, e con il mondo accademico, tenendo lezioni e seminari presso università e accademie europee e americane, tra cui la SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana, Svizzera), la Design Academy di Eindhoven (Olanda) ed il San Francisco Art Institute (Stati Uniti d’America). Tra il 1994 e il 2009 assembla Milan Unit, un’opera-archivio composta da ephemera, documenti, fotografie e materiale relativo alla fotografia analogica, frutto di un estensivo progetto di ricerca durato 15 anni. Il suo lavoro è stato esposto, tra gli altri, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, allo Storefront for Art and Architecture di New York, alla XIV Biennale di Architettura di Venezia ed alla Chicago Architecture Biennial.